|
Il fabbisogno idrico
La necessità idrica giornaliera, in un soggetto nella norma con moderata attività fisica è di circa 2,5 litri. Circa 2,2 litri per le donne e 2,9 per gli uomini. Questo fabbisogno può aumentare in condizioni di attività intensa e prolungata. Durante l'esercizio una significativa quantità di calore viene prodotta dal metabolismo basale energetico che regola le contrazioni ed il rilassamento muscolare. Un muscolo attivo produce 100 volte piu' calore di uno inattivo.Se questo calore non venisse distribuito all'esterno, la temperatura del corpo aumenterebbe di 1· centigrado ogni 5-8 minuti di esercizio moderato, comportando dopo circa 15-20 minuti , ipertermia o collasso. All'aumentare della temperatura corporea, i vasi si dilatano determinando un aumento del flusso di sangue verso la pelle ( la temperatura cutanea aumenta) e l'inizio della sudorazione. L'evaporazione di acqua attraverso al pelle, riduce la temperatura. Va ricordato che gran parte di essa, è presente nei cibi, quali frutta e ortaggi; ma almeno 1,5 litri devono essere assunti con bevande . Se il soggetto normale deve introdurre tale quantità, ben più importante diventa il riequilibro idrico negli sportivi dove sia la temperatura ambientale, la temperatura all'interno delle tute e degli indumenti, ma soprattutto l'esercizio fisico, incidono a dismisura. La quantità di acqua persa durante l'esercizio, dipende dall'intensità dell'attività fisica e dalla temperatura ambientale. In tal caso una sudorazione continua ed eccessiva, se non reintegrata con la giusta quantità di liquidi, si possono ridurre i volumi di sangue sino a livelli letali! Sono recenti le immagini di atleti, ciclisti, fondisti ed altri che hanno svolto la gara a temperature elevate e che sono giunti al termine della performance in condizioni drammatiche di disidratazione. L'influenza del microclima che si instaura all'interno di tute ed indumenti di vario materiale poco poroso e impermeabile alla perfetta traspirazione, è tale da innalzare le temperature del corpo sopra i 50·C, con un conseguente incremento della sudorazione. Basti pensare ai 3 Litri di sudore persi nelle gare di formula uno, dai piloti incapsulati in tute ignifughe ma poco permeabili allo scambio di gas e vapore acqueo con l'esterno! Anche in un ambiente freddo, l'esercizio fisico induce una termoregolazione (regolazione della temperatura da parte del corpo), seppur indirizzata a mantenere la temperatura all'interno del corpo più che scambiare calore. Il lavoro necessario per questa specifica funzione è più elevato rispetto a quello richiesto durante un esercizio a 25 ·C o a clima caldo. Sono quindi utili i capi di lana, quando il lavoro muscolare viene svolto a basse temperature; mentre si utilizzeranno indumenti leggeri di cotone nelle opposte condizioni. In ogni caso occorrono molte calorie per i fenomeni di evaporazione: da un minimo di 580 calorie per i 350 cc di acqua evaporata al giorno (perspiratio) a valori nettamente superiori per i litri di sudore persi durante l'esercizio in ambiente surriscaldato.
|
|