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Acqua e umidità
L'umidità relativa dell'ambiente è inoltre un fattore discriminante per garantire il raffreddamento corporeo. L'assunto di base è che il sudore di per se non abbassa la temperatura della pelle, ma solo l'evaporazione, cioè l'azione di scambio gassoso con il sistema esterno. Questo significa che se i tessuti impediscono l'evaporazione, la superficie rimane surriscaldata ed inoltre, se l'umidità presente è forte, essa tende ad uguagliare quella della pelle bagnata e di conseguenza l'evaporazione è minima: ciò rappresenta il più grosso ostacolo al raffreddamento della macchina umana stressata. Pensate allora ad un maratoneta che mediamente perde 5 litri cioè circa il 6- 10 % del peso, durante la gara, quale sforzo e quanti litri di liquidi debba assumere se tale performance avvenisse in un clima temperato molto umido senza ottenere un significativo beneficio. Casi di disidratazione nelle recenti olimpiadi hanno coinvolto alcune maratonete, determinando fenomeni di tachicardia, difficoltà respiratorie e collassi. La reintegrazione idrica è quindi essenziale e va modulata con la tipologia dello sport praticato in durata ed intensità, unitamente alle condizioni ambientali di temperatura e di umidità relativa.
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